Quattro minuti di terrore, di paura, di sofferenza. L’impressione che il giocattolo si fosse rotto. Chi poteva immaginarsi una partenza del genere per Napoli – Chievo Verona? L’incubo Moscardelli, la sagoma capelluta di Ignacio Fideleff, ricordi che affiorano nella mente. Nello spazio temporale che separa quell’assurdo (e non trovo altri aggettivi) dribbling sbagliato da Vlad Chiriches (con tiro di Nicola Rigoni e scivolone di Reina, quando non gira non gira) dalla rete scacciafantasmi del Pipita Higuain (26 in 28 partite, in Europa continua il testa a testa con Cristiano Ronaldo e Luis Suarez) passa per la testa tutto e il contrario di tutto. “E’ fernut ‘a zezzenell’”, detto sempreverde. Davvero la revoluciòn sarriana deve fermarsi così, in modo disonorevole, con un errore individuale? E no, non è giusto. E la sentenza la ribaltano Gonzalo e il figliol prodigo Chiriches, e poi Callejon nel secondo tempo. 3-1 e calma tornata. Pensiero rivolto al Palermo, che incontreremo domenica sera al Renzo Barbera.

Se speravate in un passo falso della Juventus a Bergamo, ovviamente vi sbagliavate. La vecchia signora non perdona. Se ci aggiungete un Barzagli lasciato incredibilmente solo davanti a Sportiello e un Lemina che, nemmeno fosse Messi, ne dribbla tre e mette al sicuro il risultato, il gioco si fa sempre più semplice. Nessun miracolo del nostro normal one Edy Reja, che si risparmierà la passeggiata a piedi Bergamo – Gorizia (promessa della vigilia in caso di vittoria). Continua a vincere la Roma, con un sonoro 4-1 alla diretta rivale Fiorentina, che continua con i suoi alti e bassi. Attenzione ai giallorossi. Sono carichi, finalmente hanno trovato un equilibrio tra attacco e difesa (almeno in campionato) e lì davanti con il trio leggero Perotti – El Shaarawy – Salah mette in difficoltà difese lente e centrali lungagnoni (vedi Astori e Gonzalo Rodriguez).
Tutti corrono, e noi dobbiamo mantenere il passo. In questo, più che mai serve l’aiuto della panchina. Riuscire a valorizzare giocatori come Gabbiadini, El Kaddouri, il mai visto Grassi, far sentire la fiducia a Mertens, allo stesso Chiriches, a Strinic, a Lopez. Mancano due mesi alla fine del campionato, ci si deve compattare in vista dell’ultimo traguardo rimasto. Usciti da coppa Italia e Europa League, abbiamo solo il campionato per far sì che la stagione 2015-2016 sia una grande annata.
A Palermo troveremo una squadra in crisi di gioco e risultati, risucchiata nella zona retrocessione. Partite fetenti, complicate, con significati che vanno oltre i semplici tre punti. I rosanero non possono più scherzare col fuoco, e noi dopo le trasferte di Torino e Firenze dobbiamo tornare a far punti lontano dal San Paolo. La Juve gioca allo Stadium col Sassuolo, la Roma va in trasferta a Udine (altra partita difficile), la Fiorentina gioca in casa con l’Hellas. Turno senza sfide dirette, i bianconeri saranno distratti dalle sirene di Champions? Ho i miei dubbi, anche se la squadra di Di Francesco è tignosa ed esprime un bel calcio. Giocheremo a turno concluso, con tutti i risultati acquisiti. Motivazione in più per approfittare di qualsiasi passo falso.





