Turnover ragionato, ma da cambiare c’era soprattutto un pessimo arbitro. Sarri, come di consueto, si affida alla panchina per comporre l’11 titolare: i cambi sono sei rispetto alla formazione tipo, come durante la fase precedente, ma contro l’avversario di stasera si sono rivelati troppi.
Il Napoli arriva ai sedicesimi dopo aver vinto tutte le partite disputate nella fase a gironi di questa stagione di Europa League, ma la sfida al Villarreal arriva anche dopo la sconfitta dello JStadium. Contro la quarta forza della Liga gli azzurri sono chiamati a dimostrare di non aver subito un contraccolpo psicologico dopo il match contro i bianconeri.
Il primo tempo inizia in maniera diversa dal solito, con i partenopei aggrediti più che aggressivi e con qualche difficoltà ad alzare il baricentro. I primi 10 minuti scorrono così, poi la sfida trova maggior equilibrio con in campo due squadre che giocano bene a calcio, che non buttano mai il pallone e che si rendono pericolose più con le idee che con i fatti. Un pasticcio di Reina rischia di regalare il vantaggio al sottomarino giallo mentre la poca aggressività di Gabbiadini non consente ai suoi di festeggiare su un preciso invito di José Callejon.
Nella seconda frazione gli azzurri partono meglio, la partita è più accesa e vive di continui e repentini capovolgimenti di fronte. L’altra faccia della medaglia è un Napoli che si specchia molto e rischia troppo, più per mancanza di concentrazione che per la pericolosità messa in campo dagli spagnoli. Sullo 0-0 il direttore di gara, troppo spesso lontano dall’azione o girato dalla parte sbagliata, nega, con l’indubbia complicità dell’arbitro di porta, un rigore solare a Callejon. L’ingresso di Higuain ed Insigne non porta i risultati sperati. La partita si sblocca, ma a segnare è la squadra di casa su punizione.
L’1-0 con cui si chiude la gara del Madrigal non fotografa adeguatamente l’andamento dei 90 minuti. E, soprattutto, non mette di certo la parola fine sul discorso qualificazione. Al San Paolo il Napoli dovrà solo vincere, ma ha dimostrato di poter tenere testa a qualunque avversario.






