«Non è cambiato niente». Questa risposta è risuonata forte e chiara. A tre mesi dall’alluvione che ha messo in ginocchio il Sannio sono ancora molti i punti interrogativi e troppi i luoghi abbandonati nel fango. I fondi previsti dal Governo e dalla Regione ancora non arrivano, di conseguenza non si possono effettuare i lavori. Ecco il nostro videoreportage dalle zone più colpite dall’alluvione.
Nella zona di Contrada Pantano, ad esempio, tutto è rimasto invariato. Tra le priorità del commissario Giuseppe Grimaldi, riportate dai giornali locali, vi è la scuola Moscati e il ponte sul torrente San Nicola. L’istituto comprensivo Moscati, sito in Via Nuzzolo, ha ricevuto tre importanti finanziamenti, con i quali è stata raggiunta la somma di 110mila euro necessari per ricostruire l’edificio scolastico maggiormente colpito il 15 ottobre. Ad oggi, nell’istituto, le attività sono ancora sospese. Tra le donazioni vi sono stati 50mila euro dalla BNL, 50mila ero dalla Tod’s di Diego Della Valle e 10mila dalla Diesel; mentre il primo finanziamento – in ordine temporale – è avvenuto dal Rotary. Ernestina Cassese, la dirigente scolastica della scuola, ricorda ancora quei giorni con grande commozione. Commenta così la preside: «L’alluvione è stata un evento tragico per l’intera cittadinanza, per l’intero territorio cittadino. Ci sono ancora i segni, tangibili e drammatici».
«Noi abbiamo creato un modello. Io non riesco a capire perché ancora non partono gli interventi». Sono le parole di Don Nicola De Blasio, il dirigente della Caritas Diocesana di Benevento. Dopo tre mesi, i fondi raccolti dalla Caritas, entro il 31 dicembre 2015, sono stati in totale 388.879,98 euro (159.148,68 ad ottobre; 192.233,88 a novembre; 37.497,42 a dicembre). Di questi fondi sono stati spesi 334.033,00 euro di cui 123.462,35 (37%) per le spese emergenziali. «Solo per le nostre 161 famiglie e aziende – si legge nel comunicato della Caritas – i tecnici hanno censito 4.429.007,18 euro di danni e vi è il 92% dei bisogni ancora in attesa di risposte».
In questo quadro non manca chi approfitta della situazione. «È questo il controllo che dobbiamo fare – conclude don Nicola – se chiediamo l’onestà agli altri dobbiamo partire prima da noi stessi. Sto ancora aspettando il lavoro della Guardia di Finanza che è l’unico organo che può chiedere trasparenza».





