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venerdì 18 mar 2016 aggiornato alle 7:08

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Napoli, nasce il Centro-Osservatorio sulla Terra dei Fuochi: «Vogliamo ridare fiducia ai cittadini»

Il sindaco della Città Metropolitana, Luigi de Magistris, e il vicesindaco Raffaele Del Giudice firmano un protocollo che si propone di: dare indicazioni sulle bonifiche dei territori inquinati, incentivare la collaborazione per il controllo del territorio, predisporre piani per la riconversione ambientale. Ecco le reazioni di comitati e associazioni

«Con questo protocollo tra Città Metropolitana e Comune di Napoli viene fuori un investimento enorme che le Istituzioni fanno verso i comitati, riconoscendo il loro ruolo e lo sforzo fatto per far conoscere a tutti la gravità della situazione e le potenzialità per risolvere i problemi delle nostre terre». Raffaele del Giudice, Vice Sindaco del Comune di Napoli, ha spiegato il motivo della nascita del Centro-Osservatorio permanente sulle indagini e sulle istanze relative alla Terra dei Fuochi, presentato oggi presso la sede di Città Metropolitana di Napoli. Il nuovo Ente, nato grazie alla collaborazione tra il Comune e la Città Metropolitana, ha quindi tra gli obiettivi quello di dare voce a chi, in questi anni, è stato protagonista di quei territori martoriati e si è battuto per i propri diritti. Luigi de Magistris, il Sindaco Metropolitano, ha aggiunto: «È soprattutto un luogo in cui vogliamo dare ascolto e voce alle tante associazioni, ai tanti comitati e ai tanti movimenti che, prima ancora delle Istituzioni, hanno provato a difendere i territori dal crimine ambientale delle ecomafie e dallo scempio».

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Tra gli scopi del Centro-Osservatorio vi sono: incentivare la trasparenza di atti e dati inserendoli su una piattaforma informatica; promuovere il rafforzamento della azioni di controllo sul territorio; delineare i punti necessari per la stesura di un piano pubblico sanitario per le zone ad alto rischio; dare indicazioni circa la messa in sicurezza e bonifica delle zone interessate; promuovere e collaborare per quel che riguarda la predisposizione della stesura di un piano di riconversione e riorganizzazione delle zone inquinate tenendo conto degli aspetti sociali, economici e ambientali. L’Osservatorio avrà una funzione consultiva e una propositiva e concreta «sulla messa in campo di una serie di azioni che possano produrre dei risultati efficaci per la tutela all’ambiente e al diritto alla salute dei nostri cittadini», ha precisato de Magistris.

A proposito della trasparenza dei dati, Del Giudice ha annesso: «È l’occasione in cui due Istituzioni accorciano le distanze enormi e si mettono insieme creando un incubatore, in cui l’enorme giacimento di sapere accumulato dai comitati si possa finalmente mettere tutto insieme, creando quel nocciolo duro che si deve espandere sempre di più nel sistematizzare i dati. Una delle cose che più ci ha colpito in questi anni è stata la relatività di alcuni dati, quella che ha creato un momento di sconforto tra i cittadini e una rottura incredibile del patto tra fiducia, scienza e Istituzioni. Il compito che ci dobbiamo assumere è ridare fiducia. Bisogna mettere insieme le conoscenze».

Non tutte le associazioni o comitati erano stati messi al corrente dell’Osservatorio o della conferenza in data odierna. Tina Zaccaria, co-fondatrice di Noi Genitori di Tutti, ha dichiarato: «No, non lo sapevo proprio. Sono caduta dalle nuvole. Fatto per noi senza consultarci; meravigliosa questa cosa!». Tra gli attivisti vi era chi l’ufficialità della notizia l’ha ascoltata oggi al telegiornale, chi crede che sia stato fatto per la campagna elettorale e chi invece ne era a conoscenza; come Lucio Righetti di Osservatori Civici, il quale, da noi interpellato, ha detto: «Noi abbiamo fatto parte delle prime due riunioni dell’Osservatorio Ambientale sulla Terra dei Fuochi della Città Metropolitana, c’era Chiara Bellisario come nostra rappresentante. È un mondo estremamente liquido: quando c’è uno ci sono tutti. Non è indispensabile la presenza di tutti, specialmente in un’occasione istituzionale, dove non si devono prendere decisioni o fare consultazioni». Ne era a conoscenza anche il dottor Gaetano Rivezzi, presidente dell’Isde (Associazione Medici per l’Ambiente), il quale non disdegna però uno spunto polemico: alla domanda «Non è un po’ tardi per una soluzione del genere?», risponde con un netto «Assolutamente sì». L’Isde sarà comunque rappresentata dal dott. Gennaro Esposito. In ogni caso, il primo atto dell’Osservatorio prevede – a detta del Sindaco – una convocazione aperta «a chiunque abbia significato una rappresentatività nei territori legati alla Terra dei Fuochi».

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