La competenza al primo posto. E, ancora una volta, la Campania e Napoli portano avanti idee ed iniziative per migliorare un ambito delicato e nevralgico come quello della sanità. In Italia ogni tre giorni una donna è vittima di femminicidio; aumentano i casi di violenze, di stalking. Dal tentato omicidio di Pozzuoli è passato meno di un mese e la ferita è ancora aperta, apertissima.
La nostra città è all’avanguardia per quanto riguarda il tema della violenza di genere, esistono ben tre sportelli antiviolenza, all’interno degli ospedali San Paolo, Loreto Mare e Cardarelli, presso i quali è possibile avere, contemporaneamente, assistenza medica e psicologica ed un invio diretto ai servizi territoriali per la tutela anche dei minori . Perché è importante che si riesca ad accorpare tutto? Perché la donna vittima di violenza è una donna già molto provata dalla situazione in cui si trova, facilitarle l’accesso alla sanità e alla giustizia, con il dovuto supporto, è un dovere dal quale non si può prescindere.
Dovere rimarcato della legge numero 208 del 2015 secondo cui “è istituito, nelle aziende sanitarie e ospedaliere, un percorso di protezione denominato «Percorso di tutela delle vittime di violenza», con la finalità di tutelare le persone vulnerabili vittime della altrui violenza, con particolare riferimento alle vittime di violenza sessuale, maltrattamenti o atti persecutori (stalking)”, in attuazione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica.
Non ci si può, però, fermare a delle enunciazioni (importantissime, sia chiaro), bisogna poi dare seguito agli intenti. E allora c’è bisogno di personale (medici, psicologi, operatori) qualificato e specializzato in un campo complesso come quello della violenza di genere. Proprio per questo scopo, la Seconda Università degli Studi di Napoli, all’interno della Scuola di specializzazione in Medicina d’urgenza diretta dal professor Mauro Giordano, ha creato il corso di perfezionamento ‘Violenza di genere sulle donne: Percorso rosa in Pronto Soccorso’, corso che nasce dall’interazione della Seconda Università con il Centro di Coordinamento Regionale sulla rete sanitaria anti-violenza e con l’associazionismo femminile.
Il corso, rivolto a medici, psicologi, sociologi, assistenti sociali e infermieri, è stato inaugurato questa mattina presso l’aula di Presidenza di via Costantinopoli alla presenza di Giuseppe Paolisso (Rettore Seconda Università di Napoli), Silvestro Canonico (Presidente Scuola Medicina), Ludovico Docimo (Direttore dipartimento Scienze Mediche), Mauro Giordano (Direttore corso di perfezionamento violenza di genere), Elvira Reale (Coordinatrice scientifica corso di perfezionamento violenza di genere), Mario Canale (Sostituto Procuratore della Procura di Napoli), Erminia Bottiglieri (Presidente Ordine dei Medici di Caserta), Mario Guarino (Ospedale San Paolo) ed Alessandro Resta (Centro di Coordinamento Regionale).






