Niente scuola per una bambina di 11 anni, disabile e ammalata di Aids, ospitata in una casa famiglia della Comunità di Capodarco in Campania. Secondo quanto riporta il quotidiano Avvenire, «ufficialmente i responsabili della scuola media statale hanno detto di no alla sua iscrizione per mancanza di posti, dopo averla accettata in un primo tempo». Ma quando hanno saputo del problema di salute, tra l’altro «non è pregiudizievole per gli altri bambini» come precisa l’insegnante che la segue, hanno fatto dietrofront offrendo l’apprendimento a distanza.

Fortunata e Antonio, i due genitori “speciali” di questa famiglia, hanno deciso di scrivere una lettera aperta al ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, per difendere i diritti di cittadinanza di Francesca (nome di fantasia), una bimba con una drammatica storia familiare alle spalle, arrivata alla comunità dopo essere stata rifiutata da altre organizzazioni. A nulla sono valse le rassicurazioni dei medici che seguono Francesca e il sostegno del Tribunale per i minorenni, della Procura, degli assistenti sociali, della Asl e del vescovo di Aversa.
«È chiara la discriminazione perpetrata nei confronti della bambina da parte della scuola statale – denunciano nella lettera al ministro – Ogni mattina era pronta con lo zainetto sulle spalle per andare a scuola e oggi non lo è più». E domandano: «È vero signor ministro che parte della scuola, in Italia nel 2015, ha paura?».





