Il futuro di Internet? Sott’acqua. Grazie al progetto internazionale Sunrise presto il mare, i laghi e i fiumi diventeranno immense autostrade digitali sulle quali si muoveranno ed opereranno sensori, robot, droni e veicoli autonomi di ultima generazione in grado di svolgere compiti pericolosi o troppo estremi per l’uomo, dal monitoraggio ambientale (vulcani sottomarini, faglie nella crosta terrestre, individuazione di siti adatti all’acquacoltura) allo sminamento, dalla salvaguardia di siti archeologici alla ricerca di giacimenti di idrocarburi. E i fondali della Campania possono essere la nuova terra dell’oro sia per i ricercatori a caccia di reperti greco-romani abbandonati nella sabbia a decine di metri di profondità sia per gli studi sui vulcani sommersi come il temuto Marisili, che dista solo 150 km dalle coste campane.
Sunrise è stato presentato alla 29a edizione di Futuro Remoto in corso a Napoli dove sono stati proiettati una serie di video e mostrate immagini di siti archeologici sommersi per mezzo di droni. Si tratta di un progetto inserito nel VII programma quadro della UE ed ha un capofila italiano, l’Università La Sapienza di Roma, che sta sviluppando in questi mesi tutta la parte software. Smartphone, tablet, laptop sono dispositivi intorno a noi che possono essere interconnessi da tecnologia invisibile wireless. Oggi abbiamo i sistemi cellulari di ultima generazione e il wi-fi che permettono di connetterci a internet a velocità molto elevate, ma portare questo concetto sott’acqua, andando ad operare in un mondo ancora largamente sconosciuto, è una sfida tutta da vincere.
Le tecnologie di comunicazione che siamo abituati a dare per scontato non possono essere direttamente trasferite in mare. Lì non si posso utilizzare le comunicazioni radio, che funzionerebbero solo entro pochi metri. Qual è la soluzione? Copiare la natura. Adottare la modalità di comunicazione che utilizzano gli animali che vivono in quell’ambiente, come balene e delfini, ovvero le comunicazioni acustiche stando bene attenti ad usare frequenze che non li disturbino. Gli speciali modem acustici, già testati sul campo, potranno essere messi in commercio entro 2 o 3 anni.





