La bellezza non ha età ed è meglio mostrarla piuttosto che nasconderla. Riemergono i reperti millenari custoditi finora nelle sale dell’Imperatore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. È stata presentata oggi la mostra “I beni culturali invisibili”, un’iniziativa promossa dal Mibac e finanziata dalla Fondazione Telecom Italia.
All’interno di una teca in vetro e plexiglass (costata 320mila euro), collocata per l’occasione nel giardino settentrionale del Museo Archeologico Nazionale, ex Vanella, sono esposte novanta sculture che raccontano parte della storia della Campania. Si tratta di autentici capolavori provenienti da Ercolano, Pompei, Cuma, Pozzuoli e Baia. Queste statue per anni avevano accolto i visitatori nel grande atrio, dove erano state portate per sgombrare le sale a mano a mano che proseguivano i lavori di consolidamento, che vanno avanti dagli anni ‘70. Poi, nel 1995, erano state accantonate e sembravano destinate a divenire dei “tesori nascosti”.
A partire da domani, mercoledì 28 ottobre, cittadini e turisti potranno visitare bellezze mai viste. Le sculture vengono identificate attraverso immagini con didascalie scorrevoli su due schermi installati all’interno del nuovo ambiente. Inoltre, i reperti sono esposti nella struttura attraverso una postazione video presente nell’Atrio del Museo dotato di una manopola per orientare una telecamera interna e di uno zoom per avvicinare e ingrandire l’immagine dell’opera a cui si è interessati.




