Sono passati circa cinque anni da quando si scoprì il sacco della Biblioteca dei Girolamini a Napoli. Più di 4mila volumi storici sottratti dalla loro collocazione, finiti nel circuito del commercio illegale di opere d’arte e di pregio; un danno senza pari per quella che è una delle biblioteche più belle e importanti d’Italia, sfregio cui ora si sta tentando di porre faticosamente rimedio. L’ultimo passo, dopo la riapertura temporanea di qualche mese fa, è l’assemblea indetta al Teatro Augusteo, lunedì 25 gennaio ore 18, per lanciare una raccolta fondi atta a salvare lo straordinario complesso napoletano da un futuro che rimane per ora piuttosto nebuloso.

Servono soldi per il restauro degli spazi, per la catalogazione dei libri, il riordino dei testi, la loro custodia. Un processo non semplice dopo i danni provocati dalla precedenti gestione, ma il curatore e presidente dell’Associazione Girolamini, Mauro Giancaspro, non si arrende: «Tutti i napoletani che avvertono questo legame con una parte rilevante e prestigiosa della propria città sono invitati a partecipare all’incontro. Il 2016 potrà e dovrà essere, con il contributo di tutti noi, l’anno della rinascita della Biblioteca».
Come detto: non sarà facile. Molti dei volumi recuperati dai carabinieri del Nucleo di Tutela del Patrimonio Artistico, coordinato dalla procura di Napoli, risultano mancati di alcune pagine, rovinati, letteralmente stuprati dall’avidità di chi ne fece merce di scambio sul mercato nero delle opere d’arte. Per questo sarà necessario, tramite questa raccolta fondi, assumere personale specializzato che si occupi del restauro e della custodia. I Girolamini chiamano: ora tocca a Napoli rispondere.





