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pizza al carbone vegetale

Lo chef Lombardi: «Pizza e mozzarella neri al carbone? Li ho inventati io ma ora sono nelle mani sbagliate»

Annerire le due prelibatezze campane è diventata l’ultima frontiera del gusto. Ma attenzione: se usato male, il carbone non è gradevole

Sapori 2 settembre 15

di Redazione
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L’uso dei carboni vegetali nell’impasto della pizza è l’ultima frontiera del gusto. Gli amanti del disco tricolore, che in questi giorni stanno visitando il Pizza Village sul lungomare di Napoli, sono assaliti da questo nuovo dubbio: pizza classica o nera? «Si tratta di un prodotto nuovo – ha detto Vesi, patron dello storico locale, in un’intervista rilasciata a Radio Club 91 – L’innovazione va testata con il tempo. Per ora è solo una moda. Stamattina ho visto una pizza con la mortadella e i carboni…».

Perfino lo chef stellato Vito Lombardi, ideatore dei carboni vegetali aggiunti all’impasto di pane e pizza, è guardingo: «È una mia invenzione, ma questa moda deve essere presa con le pinze. Se usato male, il carbone non è gradevole. Il gusto non cambia, ma crea grumi e rende tutto nero. L’effetto estetico potrebbe non essere gradevole in mani improvvisate. Consiglio un uso intelligente del carbone: immaginate la margherita con una base nera, sarebbe orribile e i gas del carbone la renderebbero spugnosa. Alla lunga non paga azzardare. Se vado a Napoli mi aspetto una pizza come Dio comanda ma la pizza nera proprio no. Mi hanno proposto la mozzarella nera. Mi sono rifiutato di usarla. Se non mettiamo i freni ad alcune cose rischiamo di fare cose senza senso. Non bisogna inseguire le mode, ma valorizzare i prodotti del passato. Immaginate un allevatore che si vede presentare la mozzarella nera e deve ripudiare il lavoro di 50 anni».

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