Le sue origini si fanno risalire ai tempi dell’impero romano. E dopo 2.000 anni può essere ancora gustata in tutto il suo splendore. Torna per tutti gli amanti della cucina tradizionale del Cilento la Festa dell’antica pizza cilentana. Dal 6 all’11 agosto, nel suggestivo centro storico di Giungano (Salerno), si terrà l’undicesima edizione della consolidata kermesse gastronomica ideata dall’Associazione No Profit Cilentum Pizza di Pietro Manganelli e Giuseppe Coppola.
Sei serate all’insegna dell’enogastronomia cilentana e della musica della tradizione. Per l’occasione, saranno aperti gli antichi portoni delle case gentilizie dove vi sono i forni nei quali viene preparata la pizza dalle donne del paese in maniera tradizionale. Un’occasione unica per promuovere la pizza cilentana e tutta la sua filiera, dalla farina di grano duro al cacioricotta di capra stagionato, e mettere in luce i piatti ed i prodotti tipici del territorio: le lagane con i ceci, i fusilli, le patane cu’ ‘a cauzodda (patane novelle fritte con la buccia), la pizza fritta, l’acquasale, i mastacciuli, i murzelletti e tante altre delizie.
Per evitare facili confusioni, bisogna sottolineare che la pizza cilentana è diversa dalla pizza fritta napoletana. La cilentana viene realizzata con l’impasto del pane, ovvero la semola di grano duro mescolata con la farina di grano tenero. Altra sua particolarità è l’utilizzo del formaggio caprino grattugiato al posto della tradizionale mozzarella di bufala, pur essendo la zona famosa per la produzione del latticino fresco. Nel Vallo di Diano, ad esempio, si usa il caciocavallo al posto del caprino e l’impasto del pane di Padula. Inoltre, al contrario della pizza fritta napoletana, la cilentana non ha il ripieno ma il formaggio che viene grattugiato sopra. Gli altri fondamentali ingredienti sono la passata di pomodoro, l’origano, l’aglio e l’olio extravergine.





