Aurelio De Laurentiis lancia il guanto di sfida a Luigi de Magistris. Il patron del Napoli attacca il sindaco dopo che quest’ultimo ha detto che l’offerta per la vendita del San Paolo è troppo bassa. «È assurdo che il Consiglio Comunale debba dire è troppo, è poco, debba pronunciarsi sulla questione del San Paolo. Io mi domando: ma cosa mi stai dando? Un grande cesso, mi vergogno ad entrarci». Si sfoga così il presidente azzurro a Radio Kiss Kiss: «Io sono Aurelio De Laurentiis ed il Napoli si chiama Calcio Napoli ed io ne sono fiero. Noi andiamo a giocare in un cesso, dovremmo giocare gratis, invece mi hanno fatto strapagare».

«Come mai il sindaco mi strinse la mano nel mio ufficio davanti ad un bel piatto di spaghetti? Non so cosa sia cambiato adesso – prosegue De Laurentiis – Per rispettare tutti i parametri – spiega – entro il 15 luglio abbiamo consegnato lo studio di fattibilità ed il 31 luglio abbiamo consegnato il piano economico-finanziario. Il Comune dovrà accettarlo o meno, se dovesse andar bene è lo stesso Comune che chiede di poter fare il piano definitivo per il San Paolo nei successivi quattro mesi. Alla fine di febbraio avrei dovuto portare su tavolo il progetto definitivo. Oltre ai 20 milioni che ho messo sul tavolo, avevo previsto anche un’ulteriore struttura per il rimodellamento di tutto il Piazzale Tecchio rendendolo zona pedonale, con un centro commerciale di circa 45mila metri quadrati. Avevamo un accordo di massima con dei gruppi molto interessati. Sarei diventato un aggregatore di forze economiche importanti. Ho portato il Napoli per sei anni consecutivi in Europa e tutta la monnezza della napoletanità non di livello l’abbiamo ammortizzata nel mondo con l’immagine del Calcio Napoli che è diventata la sedicesima squadra a livello mondiale. Per il Ranking, Milan, Lazio e Roma sono molto lontane dal Napoli».





