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Sarri non si è fermato a Empoli. Il suo Napoli incanta e (con)vince

Insigne è una furia a tutto campo. Fermare Higuain? Meglio un autogol. Callejon e Mertens chiudono i conti

Sport 31 gennaio 16

di Elisa Manacorda
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Sembra  facile, non lo è. Giocare con la pressione del risultato dopo la vittoria, la dodicesima, della Juventus non è la cosa più semplice del mondo. Se ci aggiungiamo che al San Paolo arriva un Empoli motivato e ben strutturato, il risultato di oggi assume un valore ancora maggiore.

Sarri tutto questo lo sa e per avere ragione del ‘suo’ Empoli non risparmia nessuno in vista del turno infrasettimanale. In campo vanno tutti i titolari e il Napoli è una meraviglia. Qualche occasione sprecata in avvio, ma neanche l’inaspettato vantaggio degli uomini di Giampaolo mette in dubbio la supremazia azzurra in campo. Al gol di Paredes (su punizione) risponde, neanche a dirlo, Gonzalo Higuain dopo appena quattro minuti: il Pipita fa 22 in 22 gare, ma mezzo gol è di Lorenzo Insigne che recapita un pallone perfetto sulla testa dell’argentino. Higuain avrebbe qualcosa da insegnare ad alcuni dipendenti del settore pubblico: lui il cartellino lo timbra, sempre, e non si assenta, mai. I partenopei costruiscono tanto e con qualità, quello che manca è la precisione. Non ad Insigne, però, che punisce l’Empoli con una punizione che a Fuorigrotta non si vedeva da tempo.

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La seconda frazione di gioco è quanto di più vicino esista ad un monologo. La terza rete arriva con un autogol, ma Higuain era in agguato sul cross di Callejon. E poi arriva il momento dello spagnolo e di Dries Mertens: doppietta dell’ex Real Madrid servito entrambe le volte dal 14 belga. Il Napoli si specchia, controlla, crea, rischia sui calci da fermo, ma la chiude con una foga agonistica che era mancata nelle passate stagioni.

Un girone fa ci fu la svolta contro il passato di Sarri, il Napoli da quel 13 settembre si è trasformato e, piano piano, è diventato quello che è oggi: un ingranaggio che il tecnico toscano ha saputo oliare alla perfezione. Da Empoli all’Empoli, insomma. Oggi, quattro mesi dopo, la lotta scudetto è un affare a due tra le squadre partite peggio ad inizio stagione. Gli azzurri rispondono con una manita al poker dell’ora di pranzo dei bianconeri e tornano a più due.

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